
Essere un veterano di guerra può avere ben poco di epico. Quand'anche avessi la fortuna di tornare vivo, o solo con qualche arto in meno, potresti però ritrovarti senza casa e lavoro. Come il veterano dell'Afghanistan che chiede l'elemosina sulla Quinta Avenue a Sunset Park. Davanti alla Chiesa di "Nostra Signora Dell'Aiuto Perpetuo" c'è un banchetto con tre madamine che vendono biglietti per un concerto di beneficenza. Non si vedono benefattori all'orizzonte ma si sente forte e chiara la musica che arriva dallo stereo portatile di un vecchio appoggiato al muro a due metri dal banchetto. Immobile come una statua, la barba resa ancora più bianca dalla sua pelle scura. La musica funky che esce dal suo piccolo stereo è quasi un'eresia, da queste parti: per venti isolati buoni questa è una roccaforte sudamericana, dove le macchine ferme al semaforo pompano salsa a tutto volume. A volte, poi, basta dare un'occhiata ad alcune auto e a chi ci sta dentro per capire perché la polizia abbia messo le telecamere di sicurezza sui lampioni di qualche incrocio, che sono efficaci quanto la citronella con le zanzare.
Qui a Brooklyn, l'angolo tra la Quinta Avenue e la 57esima Strada ha ben poco del glamour che contraddistingue invece il suo omonimo di Manhattan.